mercoledì 20 febbraio 2008

La realtà delle cose...

Discutevo pochi giorni fa con un amico sul nostro personale modo di vedere il mondo e di rispondere ad esso in modo del tutto legato a quella che è la tua natura.
Un discorso simile l'ho fatto pochi giorni prima anche con la MeiMei.
Lui sosteneva di sentirsi limitato, in un certo senso, per non riuscire a slegarsi da tutti quei vincoli mentali che lo portano , anche nel quotidiano, a ragionare in modo efficiente e secondo schemi ben precisi, del tipo "devo fare questa cosa, allora faccio così che è il modo più corretto per farla". La sua ipotesi è che un certo tipo di ragionamento va assolutamente bene per il suo lavoro di tipo tecnico, ma che lo priva di quell'estro creativo che gli permetterebbe di scrivere, di vedere, magari anche di sentire quelle piccole realtà, che poi forse proprio realtà non sono, attorno a lui. Come sentire che ci sono stimoli attorno a noi e non poterne godere perchè chiusi nell'ordine scientifico della propria mente.
La sua idea di limitazione era legata al fatto che una persona che invece possiede una mente più portata, per così dire, all'arte, un metodo lo può imparare. Una persona di natura metodica, o comunque più "rigorosa" non può invece liberarsi degli schemi che lo hanno sempre accompagnato, perchè è l'unica chiave di lettura per la realtà che possieda.
Mi chiedeva come si fa ad uscirne.
Io non ho una risposta.
Certe cose forse sono genetiche. Non trovo che uno sia meglio dell'altro. Trovo invece che una cosa sia più adatta a qualcuno piuttosto che a qualcun'altro.
Il voler sapere come funzionano tante cose..."[...] Così in qualche modo si pensa di riuscire a capire quali sono i meccanismi che sottendono le variazioni del sistema nervoso autonomo, ossia quello che ti fa battere il cuore, respirare etc[...]".
Sono cose molto importanti, alcune anche a livello scientifico. Ma sono cose che ad una persona, forse anche ignorante, come me, non riescono ad interessare. Il metodo viene sostituito dalla magia.
Per me il cuore batte perchè ci sono le donne. Ci sei tu.
Il respiro perchè c'è la pioggia che bagna la campagna...e per i fiori...per la tua pelle.
E' come se ingerissi brani di realtà e dopo averli fagocitati, li rivomitassi. Quella è la mia personale realtà.
Quella che non mi permette di vedere nitidamente i contorni.
Quello che non ha senso, può assumerne uno... o forse più.
Quello che non si vede, ad un tratto diventa materia. E viceversa.


Questa notte ho sognato un uragano, come questo...

18 commenti:

Giulia K. (aka MeiMei) ha detto...

Come quello che non ha apparentemente senso, ne può assumere uno, o anche più, anche le persone posso avere molte più chiavi di lettura della realtà. Basta saperle scoprire e coltivare giorno per giorno. Una visione non esclude l'altra. Al massimo la arricchisce. Una visione metologica non esclude la magia. Scopre solo un'altra faccia delle cose.

Marco ha detto...

Beh, allora io sono limitato nell'altro senso...

mario ha detto...

scusa

mario ha detto...

se non leggo

mario ha detto...

il post

mario ha detto...

scusa se vado di fretta

mario ha detto...

una cosa

mario ha detto...

mi sei mancato
ciaoooooo

Giulia K. (aka MeiMei) ha detto...

...mai quanto me, marco. Mai quanto me.

Almostviola ha detto...

Non so perché ma, leggendo il post ho subito pensato a quello che diceva la mia insegnante di violino: "La tecnica è la base, ma senza interpretazione e anima produrrai solo suoni perfetti, non musica"...

Kùrt ha detto...

quel cd gi gilles peterson è eccezionale!!!!...consiglio anche back in brazil..e si, il video dei gomez di cui ti parlavo era quello...

Anonimo ha detto...

gran bel post marco.
peccato che la mia vuotezza interirore e la mia scarsa cultura mi impediscano di scrivere un commento intelligente.

Di certo so che se conoscere e studiare i complessi meccanismi del corpo umano provoca in te(tu scrivi che è un tuo amico ma sappiamo tutti che in realtà sei tu..maniaco del cazzo! :) ) un senso lato di felicità, allora è giusto.
come lo sarebbe non porsi neanche il problema, o collezzonare teste di coleotteri o guardare video in cui due ragazze defecano l'una nella bocca dell'altra.

il traguardo di tutti è la felicità qualunque sia la forma che le vuoi dare, non importa il percorso che fai per raggiungerla.
purtroppo tanta gente è così debole da doverla comprare, in bustina. un piccola dose di felicità monoporzione.

prof? sono andato fuori tema? no perchè oggi veramente non capisco un cazzo.
addio

Erikù ha detto...

che bel post...
anche io a volte mi sento intrappolata in degli schemi mentali che non mi permettono di cogliere tutte le sfumature della realtà,ma forse è colpa del fatto che la vita stessa è una routine e che se così non fosse d'altraparte sarebbe difficilissima da gestire.
a volte servono solo nuovi stimoli anche se questi a volte li rifiutiamo per riuscire a tenere tutto sotto controllo.
la questione è ardua...

madame ha detto...

si marco, bel post davvero.
Personalmente credo che sia molto difficile uscire dai propri schemi mentali. Più si invecchia più le strutture di ognuno si solidificano e definiscono. Ma non deve essere per forza una cosa negativa. Secondo me sta alla base della ricchezza di ogni singola personalità. Più che individuare un metodo per diversificare i propri schemi mentali secondo me è più proficuo cercare di immedesimarsi in quelli degli altri: mi sembra un esercizio estremamente utile, ad es., per provare a capire scelte che non riusciamo a condividere.

Spippy ha detto...

Quante volte ho invidiato le persone razionali, se così si possono chiamare, per la loro capacità di chiudere tutto entro schemi precisi. Per la loro capacità di classificare, ordinare, disporre. Io non sono così. Ma ci sono momenti in cui vorrei esserlo, perchè la mia irrazionalità è spesso sinonimo di iper-sensibilità e quando si è troppo sensibili si è anche facilmente vulnerabili. Non so proteggermi da me stessa, il che fa un po' paura. Poi mi chiedo: ma essere matematici, a lungo andare, riuscirebbe a movimentarmi il cuore? .... insomma, essere o non essere...questo è il problema.

Juliet ha detto...

davvero un bel post...

ti aggiungo ai link!

bdp ha detto...

lontanissimo??? ma xchè, dove stai tu, che mi sfugge?
dai, vieni pure tu!!! :)

il ragazzo dal futuro ha detto...

Io non invidio le persone razionali, nemmeno le odio... ..mi ci sento abbastanza razionale.

Il problema è che quando mi imbatto in persone troppo razionali, mi viene un certo mal di testa.

Conosco persone di cui potrei dire oggi quel che faranno domani: non vivono, FUNZIONANO.

La vita per esser goduta veramente necessita di equilibrio... stare alla giusta distanza da tutto, lontani ma non troppo...

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penso che i geni contino, ma probabilmente molto più il fattore esterno...