venerdì 4 luglio 2008

Madeleine...


Pochi giorni fa stavo leggendo un bel libricino, una biografia di un jazzista italiano.
L'autore del libro cita un disco del sopracitato jazzista come la sua personalissima "madeleine", con la particolare accezione proustiana.
Il senso era quello di risveglio di un ricordo lontano, spesso legato alla nostra infanzia, che un sapore (proprio come quello delle madeleine, dolce tipico del nord della Francia) o un profumo riescono a destare. Un attimo soltanto è il tempo richiesto perchè questo misterioso meccanismo si inneschi ed inesorabilmente ci costringa ad affondare nel ricordo, come in insidiose sabbie mobili.
Dimenarsi è soltanto peggio.
Lasciamoci andare una volta, senza fuggire come al solito...sprofondiamo e se necessario muoriamo di nuovo. Avremo una vita più interessante da raccontare ai nostri nipotini.
Questa mattina mi sono svegliato nel mio lettone. C'era stranamente un'aria fresca che entrava dalle finestre. Se la notte è silenziosa, il mattino è la parte del giorno più delicata per i rumori. Così dalle stesse finestre da cui entrava l'aria, sono venuti a darmi il buongiorno gli urletti striduli delle rondini.
Avevo poco più di 6 anni e spesso passavo intere giornate estive in compagnia dei miei nonni. Loro hanno sempre (da che ho memoria io) abitato in centro, qui a Casale Monferrato. 25 anni fa le rondini riempivano il cielo con i loro inconfondibili profili. Il loro era il suono che mi accompagnava in via Trevigi, o in via Saffi, per mano a mio nonno, a comprare qualcosa al mercato di piazza Castello...o a fare qualche lavoretto nel suo laboratorio, sopra la sagrestia della chiesa di S.Caterina.
Le madeleine giocano sul pericoloso equilibrio che rimane tra i bei ricordi e la nostalgia, ogni tanto un po' dolorosa.
Chissà quante madeleine avrete voi...


[...] in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito resi indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa [...].
Marcel Proust

14 commenti:

ilGod ha detto...

PRIMO PRIMO PRIMO!
ahahahah... grande Rec, c'hai sempre una gran bella penna!
complimenti anche a Proust, sono sempre stato un suo estimatore, peccato solo che negli ultimi anni della sua militanza in F1 sia stato eclissato da un talento fuori dal tempo come Ayrton Senna...


....

la erika con la k ha detto...

...le rondini, che belle...sono anche per me delle piccole madeleines, da 28 anni (e probabilmente anche da prima) due nidi persistono nella cascina dei miei nonni, a Borgo. Ogni primavera tornano i figli dei figli dei figli...e se non tornassero non sarebbe buon segno, dice mia nonna. C'é un profumo in particolare che mi fa tornare a momenti felici ed innocenti ed é l'odore di terra bruciata...comunque queste sensazioni sono stupende e tu caro Marco hai sempre una capicità di trasmetterle, con i tuoi racconti di penna, che é favolosa.
Buon week end
e saluta Giulia!
Baci

zizi.ele ha detto...

Help me!!
In questo momento non riesco a farmi venire in mente qualcosa che mi richiama dolci ricordi...! E la cosa mi preoccupa un po'.
Sara per l'Alzheimer incipiente o per il tasso di acidità che in questi giorni è a livello record??
:-/??

Anonimo ha detto...

...è bello sapere che c'è qualcuno che sa capire, scrivere e spiegare le tue stesse emozioni, sensazioni..esattamente quelle...

Giulia K. (aka MeiMei) ha detto...

L'odore del riso tagliato, l'odore di alcuni fiori che arrampicavano lungo un passaggio stretto in un paesino della liguria (sai quei fiori che primdi sbocciare sono chiusi e li puoi far scoppiare?), l'odore della macchina da cucire in cui mi nascondevo, l'odore della soffitta, l'odore dell'aria fresca al mattino d'estate presto d'estate quando andare in bicicletta ti faceva un pò venire i brividi, l'odore di una persona una mattina di luglio. E questo per quanto riguarda l'olfatto. Poi c'è il gusto...il gusto degli gnocchi crudi sull'asse di legno un po umido, il gusto del liquore dei cioccolatini che bucavo col dente per versarlo dentro i vasi di mia nonna... E poi i colori, gli spazi le espressioni. Una vita di madeleines, insomma.

ilGod ha detto...

lì per lì, l'altro giorno, non riuscivo a farmi venire in mente nessuna "madeleine" olfattiva, ma adesso l'illuminazione!
Forse non ha quel sapore bucolico che hanno i vs fiori, i vs gnocchi, le vs soffitte o la cacca delle vs rondini [;)], perchè
la mia madeleine ha un odore acre, e pungente; è l'odore dell'olio sintetico combusto dai motori 2 tempi (si, è un po' scacciafiga come settore, ma chi sa di cosa sto parlando conosce alla perfezione l'aroma che intendo).
Quando giravo coi kart nel periodo preadolescenziale, quest'odore invadeva le mie narici non appena scendevo dalla macchina di mio padre, che con estrema pazienza mi accompagnava in pista tutti i week end. Allora come adesso quando mi capita di captarlo lo respiro a pieni polmoni(che per altro ringraziano)desiderando di poter immagazzinare ancora più aria di quella che la mia smilza cassa toracica possa contenere; come se fosse l'odore del pane appena sfornato per una persona "normale".
Anche la vernice spray.. cazzo marco, te le ricordi le duply e le montana?? adesso vado a cercarne una in garage e ci do un tirone!... che meraviglia!!!


.... però.. spensieratezza = miscela + vernice spray ... e poi ci credo che son cresciuto come son cresciuto!
ahahaha.. pace a tutti, vado a contribuire all'assottigliamento dello strato di ozono. buon lavoro!
ahahahahahahahaha

stellavale ha detto...

Ogni tanto bisogna proprio lasciarsi andare.... Grazie del post..

Guernica ha detto...

Davvero bello questo post.
Ma sicuro l'hai scritto tu???ahahah

Scherzo! Notte!:)

il ragazzo dal futuro ha detto...

Hey man.. ero un pò assente, mi curavo a pane e stress mentre la siga mi farcidiava inesorabilmente...

Ah...
sono di corsa ma ritorno...

...questo breve post (leggendolo) rieschia di catapultarmi in quei posti "passati" in cui mi piace molto stare...

non ho una de lorean nella realtà... ma nella fantasia si, nuova fiammante, ed ad 88Mph fa sempre il suo... ;)

Monica ha detto...

Il mio libro preferito! Un post commovente e stupendo...

Angelo ha detto...

Ohi marco grazie mille per l'ep, madò di primo ascolto è jazz allo stato puro, che basi, po lui al mic è sempre bravissimo, in formissima!

Da oggi nel lettore in loop.

Anonimo ha detto...

Hai notato il cielo? E' quello dell'estate dell'82, fidati! Esattamente dello stesso blu che non vedevo da ventisei anni. Ti prego, ricordati di Montale. Ti abbraccio.

il ragazzo dal futuro ha detto...

F
E
N
O
M
E
N
A
L
E...

Abra Calabria... ..è un mago Lugi, è un mago...

Molto old nel futuro...

thx assaje bro!

ilGod ha detto...

LO SAI CHE SON PIù DI 20 GIORNI CHE NON AGGIORNI IL BLOG???!?!!!?!?!?!??!?!?

dai che mi annoio!