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sabato 9 febbraio 2008

Il Re vive...


...come vi dicevo in questo post.
Io so dov'è...
Elvis Presley, stanco della vita da rock star...delle donne che non valevano nulla...del continuo stress a cui era sottoposto, decise di cambiare vita. Almeno per un po' di tempo.
Così andò dal suo sosia più somigliante e degno di prendere il posto del Re e con lui firmò una carta in cui si stipulavano le clausole per prendersi un periodo "di ferie" a tempo indeterminato, mettendo al suo posto il sosia Sebastian Haff.
Purtroppo queste carte bruciarono in uno sfortunato incidente. Elvis dovette vivere il resto della vita di Haff, mentre quest'ultimo morì nelle circostanze che tutti conoscono.
Flash!
Salto temporale.
Elvis, o meglio il sosia di se stesso, si sveglia.
E' in un letto...come di un ospedale.
Non è un ospedale...è una casa di riposo per anziani. Lui è molto malato e sufficientemente anziano.
Ma i suoi occhiali e le sue basette sono perfetti. Non potrebbe essere altrimenti.
Conosce un uomo di colore che dice di essere l'ex presidente JFK, scampato all'attentato.
Elvis non gli crede. Jfk non crede che lui possa essere Elvis.
Pari.
Ma qualcosa non quadra.
Uno dopo l'altro gli anziani muoiono.
Il Presidente informa Elvis di strane scritte egizie sulle pareti dei bagni.
La minaccia di una mummia cow-boy (Bubba Ho-Tep appunto) si abbatte sugli anziani della clinica. Cosa starà mai cercando? Perchè vuole le anime di quegli anziani?
Lui è Elvis.
Lui può fermarla.


Non mi credete? Beh, allora guardate il film "Bubba Ho-Tep", nato dalle parole di J.R. Lansdale, per la regia di Don Coscarelli.
Il film è del 2002 e non credo che molti di voi l'abbiano potuto vedere o abbiano comunque avuto il fegato di farlo.
In realtà, dietro ad una trama che sembra la classica trama di un b-movie, si nasconte una brillante riflessione sulla solitudine delle persone, sulla loro decadenza spirituale, del senso che può avere la vita quando non si ha più nulla da perdere.
Bruce Campbell interpreta un Elvis perfetto, nei modi e nella voce (si, perchè esiste solo in versione originale...se non masticate molto l'inglese, esiste anche una versione sottotitolata in italiano, in rete).
La fotografia è davvero molto curata. I dialoghi sono spiritosi ed intelligenti. Le riflessioni riportano lo spettatore ad una dimensione più intima e profonda, saggiamente alternata a momenti di cazzeggio e di volgarità da spanciarsi dalle risate.
Vi prego di procurarvelo perchè davvero molto carino e decisamente originale.

"Never fuck with The King..."

Bubba Ho-Tep Homepage

domenica 3 febbraio 2008

Le mie scarpe rosse...


"Oh, sono solito essere disgustato
e adesso sto tentando di divertirmi.
Ma da quando le loro ali si sono arrugginite,
lo sai, gli angeli vogliono indossare le mie scarpe rosse.
Ma quando mi parlarono della loro parte dell'affare,
è quando io capii che non potevo rifiutare.
Non perderò altro tempo, ora che gli angeli vogliono indossare le mie scarpe rosse.

Ti guardavo mentre ballavi lontano da me.
Il nostro amore si fratturò nell'eco.
Com'è possibile che tutti vogliano esserti amici?
Tu sai che mi fa ancora male, anche soltanto dirlo. [...]"

Elvis Costello "(The Angels Wanna Wear My) Red Shoes" (1977)


"[...] Alla fine del servizio divino, i fedeli abbandonarono la chiesa. La vecchia signora risalì in carrozza; Karin aveva già il piede alzato per seguirla, quando alle sue spalle risuonò ironica la voce del soldato:
- Ma guardate che belle scarpette da ballo!
E all'improvviso Karin provò l'irresistibile bisogno di fare due passi di danza...una volta cominciato, non le riuscì più di fermarsi. Le sue gambe piroettavano come se non potessero sottrarsi al volere delle scarpette rosse. Giunse così all'angolo della chiesa e chissà fin dove sarebbe andata, se il cocchiere non l'avesse rincorsa e portata di peso fin nella carrozza. Ma i piedi continuavano ad agitarsi, tanto che la vecchia damadiede loro un energico scapaccione e finalmente, sfilate le magiche scarpette, le gambe di Karin poterono fermarsi.
Non appena a casa, le scarpe vennero relegate in fondo a un vecchio armadio, ma Karin non riusciva a dimenticarle. [...]"

Hans Christian Andersen "Le Scarpette Rosse" (1845)


E' forse il rosso che ci frega.
Anche il diavolo viene raffigurato tradizionalmente di colore rosso. Le scarpette rosse.
Non nere. Nemmeno marroni.
Rosse.
Il desiderio ed il dolore.
Il desiderio è il dolore.
Tienile strette anche quando scalciano.
Lucida la vernice delle tue sofferenze perchè presto ti farai bella mostra di loro e mangerai nel fango come tutti i tuoi simili.
Come tutti i miei simili.
Hai paura? Chi non ce l'ha.
In fondo viviamo per quel minuto di serenità.
Io e te siamo "fantasmi d'elettricità"...
e a me basta...

venerdì 7 dicembre 2007

Music by the Devil...


Questo è stato un esperimento di qualche anno fa, ad opera di Luca Saporiti, bassista dei La Crus, che con il nome di Lagash ha concepito un album dalle atmosfere fumose e ovattate, nel quale si può respirare jazz a pieni polmoni.
Con Luca, ad aiutarlo sono accorsi il sempre più bravo Sean Martin (di cui vi avevo già parlato nel post sul disco di Katzuma.org) e Silvio Morais D’Amico, musicista di Belo Horizonte.
Io ci metto la musica...voi metteteci il buon senso.

Scaricalo qui:
http://www.mediafire.com/?5ehdnki4w2i

Evil bitch




...Evil little babe...no more sunny skies for me...

mercoledì 16 maggio 2007

Il Re.

E' sempre nei nostri cuori...almeno nel mio.



Elvis Presley.
Si si...è Lui.

domenica 6 maggio 2007

E' proprio vero.

Siamo esseri deboli e vulnerabili.
Sappiamo però resistere a tutto, se lo vogliamo davvero...tranne che alle tentazioni. Questa, anche se non letteralemente, penso fosse di Oscar Wilde...o comunque è il suo stile.
Ma in fondo mi piace vivere braccato dai vizi ed abbandonarmi a loro quando la cosa non coinvolge nessun altro.
Abbiamo una naturale simpatia per il diavolo.
Ai miei amici, alle feste, al vino, alle lettere, alle donne, alle mie passioni...a te.



I giovanotti che suonano sono i Rolling Stones...il remix è ad opera dei Neptunes.
E come mi rinfrescò la memoria sabato il caro Enrico: "It's only rock'n'roll...but i like it!"
Eeeeeesattamente.

domenica 29 aprile 2007

Trappole nascoste

Pechè tendiamo sempre e comunque a complicare le cose? Anche quando potrebbero essere semplici semplici...
Oppure l'errore sta nel considerare l'esistenza di cose effettivamente semplici?
Ricordo che quando ero bambino sentivo le persone adulte dire che se avessero potuto, sarebbero tornati subito alla loro infanzia. Al di là della scontatezza della frase, io mi domandavo il perchè. Non tutti i bimbi hanno avuto un'infanzia spensierata...altri si. Io mi metto tra quelli che "stanno a metà"...a volte sbilanciandosi da una parte. Altre volte sbilanciandosi decisamente da quella opposta.
In realtà quando si è bambini, la vita non è più bella di quella che viviamo da adulti. E' solo meno cosparsa di "crossroads" (per citare il bel post del blog del Tommy): la strada da prendere la decidevano per noi. Ora a questi incroci siamo noi a mettere la freccia e, chissà perchè, nella maggior parte dei casi scegliamo la strada più complicata. Forse davvero agli incroci si cela la presenza del Maligno che, come nei cartoni animati, ti consiglia il peggio, restando in piedi sulla tua spalla sinistra, a sussurrarti gli errori da commettere.
Se poi suonate anche la chitarra ed avete ancora a disposizione la vostra Anima, allora magari ci scappa pure un contratto molto conveniente. Ma questa è tutta un'altra storia...



Se ti sei nascosta dall'amore
Se ti sei nascosta dall'amore
Riesco a comprendere da dove vieni
Riesco a comprendere da dove vieni

Se hai sofferto abbastanza
Se hai sofferto abbastanza
Riesco a comprendere cosa stai pensando
Riesco a vedere il dolore di cui hai paura

E io sono solo qui
Per portare a te amore gratuito
Diciamolo chiaramente
Che questo è amore gratuito
Nessuna trappola nascosta
Nessun filo attaccato
Solo amore gratuito
Nessuna trappola nascosta
Nessun obbligo
Solo amore gratuito

Ho corso come te
Ho corso come te
Ora capisci perché corro spaventato
Ora capisci perché corro spaventato

Ho cercato la verità
Ho cercato la verità
E non sono arrivato da nessuna parte
No, non sono arrivato da nessuna parte

E io sono solo qui
Per portare a te amore gratuito
Diciamolo chiaramente
Che questo è amore gratuito
Nessuna trappola nascosta
Nessun filo attaccato
Solo amore gratuito
Nessuna trappola nascosta
Nessun obbligo
Solo amore gratuito

Ehi, ragazza
Devi approfittare di questo momento
Poi [devi] lasciarlo scivolare via
Lascia andare i sentimenti complicati
Poi non c'è [più] nessun prezzo da pagare

Siamo scappati dall'amore
Siamo scappati dall'amore
E non sappiamo cosa stiamo facendo qui
No, non sappiamo cosa stiamo facendo qui

Siamo soli qui
A condividere il nostro amore gratuito
Diciamolo chiaramente
Che questo è amore gratuito
Nessuna trappola nascosta
Nessun filo attaccato
Solo amore gratuito
Nessuna trappola nascosta
Nessun obbligo
Solo amore gratuito

lunedì 12 marzo 2007

Dal deserto dell'anima.



Ti ho caricata sul quel mostro di lamiere e cilindri.
Mi hai detto che saremmo andati distanti...nel deserto ed oltre. Mangio polvere mentre tu spingi quel fottuto pedale di destra e sciogli asfalto sotto di noi. Sorridi al Demonio ed intanto stilli sangue per carburante...
Non ti fidare. Me lo diceva sempre quel vecchio pazzo. Ha capelli di fuoco ed il cuore freddo come il ghiaccio.
Cos'hai da sorridere? Perchè stringi la mia mano? Non l'hai mai fatto prima d'ora. Se non fossi quel che sono, dovrei ammettere di avere paura di te.
Siedi al posto della mia chitarra ma suoni qualcosa che non conosco e che scioglie i miei pensieri, molto più di questo sole.
Hai sonagli come i serpenti di qui. Gli unici esseri che sopravvivono a miglia e miglia di polvere e desolazione.
Ho preso quelle scarpe che mi dicevi doveva avere il tuo uomo...scarpe nuove per compiere vecchi passi falsi.
Falsi e troppo polverosi per un paio di scarpe tanto belle.



P.S.
Chi indovina il gruppo del video è un figo (o figa, naturalmente!)
Via alle telefonateeee.......ORA!