boomp3.com Si conclude qui l'avvincente trilogia della caldazza con l'episodio finale che cela un colpo di scena a dir poco incredibile. Il protagonsta (io) bello come un adone è pronto a combattere il suo acerrimo nemico (la caldazza) a colpi di "piscina in pausa pranzo". Tutto è pronto...lui è vestito a puntino, con un costume nuovo fiammante e le infradito che porta addirittura sul lavoro, fottendosene di colleghi e clienti. L'ora fatidica (tipo quella in cui sto scrivendo) si avvicina al galoppo. La caldazza sembra avere il sopravvento sul bel protagonista quando... ... ... capisce che lui le sta preparando un "tracobbetto" (citazione da esperto cinefilo) ed allora la caldazza cosa fa? Sparisce...si, diavolo...SPARISCE! E lascia posto a nuvoloni che a questo punto della storia soprannominerei come "i nuovi amici della caldazza che s'inculano il Marco quando vuole andare in piscina". Come si conclude la trilogia? Semplice...così:
"[...] Amanda desidera una vita migliore di quella che ha.Ma si accontenta di sognarla, giorno dopo giorno...che è, bisogna ammetterlo, un atteggiamento piùttosto comune. [...]" Dal film "Dopo Mezzanotte", film della regia di Davide Ferraio, del 2004, con la peculiarità di essere interamente girato a Torino, nella gran parte all'interno del Museo del Cinema, proprio nel cuore della Mole Antonelliana, la quale ha fatto da sfondo a tanti anni della mia gioventù universitaria. Ovvio quindi pensare che io stia parlando in modo un po' soggettivo. Pazienza, un po' mi conoscete oramai e sapete che non vi parlerei di qualcosa che non vale nemmeno un soldo bucato. Quindi vi consiglio di guardare il film perchè molto carino, leggero (ma non con l'accezione negativa alla quale si potrebbe pensare), divertente e romantico, per un'improbabile storia d'amore a 3 (il trinagolo no! Non l'avevo considerato...) e per una passione per quello che era il cinema quando questo era fatto di capitomboli e di due persone che si davano un semplice bacio sulla bocca e chiudevano la pellicola allontanandosi mano nella mano.
Se una pattuglia della polizia vi ferma e scende un uomo in borghese, con in mano una strana bombola, datemi retta, schiacciate a tavoletta sull'acceleratore...
...come vi dicevo in questo post. Io so dov'è... Elvis Presley, stanco della vita da rock star...delle donne che non valevano nulla...del continuo stress a cui era sottoposto, decise di cambiare vita. Almeno per un po' di tempo. Così andò dal suo sosia più somigliante e degno di prendere il posto del Re e con lui firmò una carta in cui si stipulavano le clausole per prendersi un periodo "di ferie" a tempo indeterminato, mettendo al suo posto il sosia Sebastian Haff. Purtroppo queste carte bruciarono in uno sfortunato incidente. Elvis dovette vivere il resto della vita di Haff, mentre quest'ultimo morì nelle circostanze che tutti conoscono. Flash! Salto temporale. Elvis, o meglio il sosia di se stesso, si sveglia. E' in un letto...come di un ospedale. Non è un ospedale...è una casa di riposo per anziani. Lui è molto malato e sufficientemente anziano. Ma i suoi occhiali e le sue basette sono perfetti. Non potrebbe essere altrimenti. Conosce un uomo di colore che dice di essere l'ex presidente JFK, scampato all'attentato. Elvis non gli crede. Jfk non crede che lui possa essere Elvis. Pari. Ma qualcosa non quadra. Uno dopo l'altro gli anziani muoiono. Il Presidente informa Elvis di strane scritte egizie sulle pareti dei bagni. La minaccia di una mummia cow-boy (Bubba Ho-Tep appunto) si abbatte sugli anziani della clinica. Cosa starà mai cercando? Perchè vuole le anime di quegli anziani? Lui è Elvis. Lui può fermarla.
Non mi credete? Beh, allora guardate il film "Bubba Ho-Tep", nato dalle parole di J.R. Lansdale, per la regia di Don Coscarelli. Il film è del 2002 e non credo che molti di voi l'abbiano potuto vedere o abbiano comunque avuto il fegato di farlo. In realtà, dietro ad una trama che sembra la classica trama di un b-movie, si nasconte una brillante riflessione sulla solitudine delle persone, sulla loro decadenza spirituale, del senso che può avere la vita quando non si ha più nulla da perdere. Bruce Campbell interpreta un Elvis perfetto, nei modi e nella voce (si, perchè esiste solo in versione originale...se non masticate molto l'inglese, esiste anche una versione sottotitolata in italiano, in rete). La fotografia è davvero molto curata. I dialoghi sono spiritosi ed intelligenti. Le riflessioni riportano lo spettatore ad una dimensione più intima e profonda, saggiamente alternata a momenti di cazzeggio e di volgarità da spanciarsi dalle risate. Vi prego di procurarvelo perchè davvero molto carino e decisamente originale.
Si! Ma che bello!!! Tutto si era concluso a Parigi, con Carrie e Mr. Big, o meglio, tutto SEMBRAVA essersi concluso...e invece... A maggio ritornano tutte e quattro, sul grande schermo però. E attenzione attenzione...Carrie si sposa. Robe da matti. E' prevista una pioggia di Manolo Blahnik, come minimo.
P.S. Non sono gay.
P.P.S. Notare la colonna sonora del trailer. Peggy Lee. Come si fa a non andarlo a vedere, dai...
« Per favore permettimi di presentarmi, sono una persona facoltosa e di classe »
Rolling Stones "Simpathy for the Devil", 1968
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