giovedì 4 ottobre 2007

Giorni ricchi...

...di "novità" musicali, anche se di novità non si tratta di certo.
Sabato acquisto due vinili a cui non potevo resistere: "The Best of Depeche Mode vol.1", su triplo vinile da 18o grammi (chi è un malato almeno quanto me, sa di cosa sto parlando...proprio voi! Si voi! Aiutatemi, non fatemi passare per il freak di turno...per favore...).
Poi lo sguardo mi cade sul vinile Blue Note "Blue Train" di John Coltrane...e cosa faccio? Lo lascio lì? Eh no! E via latri soldini...
Ieri mi arriva un dono.
Ero agitatissimo...mi sudavano le scapole e mi tremavano le papille gustative. Sapevo che dentro quell'incartamento magico c'era del contenuto vinilico...si, ok...MA QUALE???
Poi apro e scorgo una banana gigante...


Che bellezza...
Un bambino felice. Di trent'anni, ma pur sempre un bambino.
Ci si mette a disquisire sui 50 dischi Must Have nella storia della musica, nella cui lista questo album dei Velvet Underground rientra necessariamente.
In effetti ci sta...abbastanza comodamente anche.
Qui, secondo Rolling Stone, i 500 album di tutti i tempi:
The RS 500 Greatest Albums of All Time

Secondo voi ne manca qualcuno? O qualcuno è stato sopravvalutato?
Vabbè, cliccate qui di seguito e godetevi un po' di bella musica...molto meglio.

Velvet Underground "Sunday Morning"
John Coltrane "Blue Train"
Depeche Mode "Enjoy The Silence"

Vai a star bem...

L'altra sera ero al Bar Degli Stupidi (in quanto perfetto esemplare di questa categoria) ed ho incontarto l'amico K che mi ha rivelato di aver rispolverato questo disco. Non così, per caso, ma di essersi avvicinato allo scaffale dei dischi e di averlo scelto appositamente per quel momento. Uno di quegli album che metti nel lettore per stare bene. Voi ne avete uno o più di uno? Si, insomma, un disco che per qualche motivo ti rilassa o ti fa pensare ai "bei tempi andati"...eravamo molto giovani K ed io, a quei tempi...con noi c'erano altri personaggi di spicco...il God...Luca...insomma, bei ricordi.
Beh, a me l'ascolto sortisce lo stesso identico effetto, e credo che, almeno in parte, potrebbe piacere anche a voi...
Qui un assaggino:


E qui se lo volete scaricare:
Neffa "Neffa & i Messaggeri della Dopa"


Neffa "Neffa & i Messaggeri della Dopa" (1996, Black Out)

mercoledì 26 settembre 2007

Dandy o Snob?


Un amico (o amica) nel post precedente ha commentato inserendo il collegamento ad una pagina internet di cui riporto qui di seguito il contenuto:

"Si tende spesso a confondere la vestigione del dandy con quella dello snob, che cerca nell'abito la sua definitiva differenza dalla sua classe. Non esiste una "moda dandistica", come invece dichiarano certi giornali di moda oggigiorno. L'eleganza del dandy non è che un mezzo di espressione: egli ricerca la bellezza, a tutti i costi - e cerca di esprimere la sua inimicizia con la moda e la società. Una giacca non è pratica? ma certamente è più bella di un giubbotto di jeans. La cravatta è inutile/scomoda/fastidiosa? meglio una cravatta di un colletto aperto su un petto ricoperto di peli, o glabro e bianchiccio. L'abito del dandy è l'ornamento al suo Se; l'abito vuole mostrare chi lo porta e la bellezza dell'abito in sè; mentre, snobisticamente parlando, l'abito mostra di essere firmanto, alla moda. Poco importa se i colori sono orrendi (sono alla moda!), se il materiale è vile, ma il prezzo altissimo (è alla moda!), se quelle scarpe fanno apparire il piede di venti centimetri più lungo, o se la camicia ha un colletto che tra pochi mesi verrà giudicato da tutti ridicolo, - è alla moda! L'eleganza del dandy è, si è capito, sottilmente démodé. Il disprezzo di Barbey d'Aurevilly per "il gusto e le idee contemporanee" si traduceva in un guardaroba devoto ai dettami della moda del 1830. Anche Wilde, dopo le eccentricità del periodo estetico, si era tramutato in un dandy fastosamente démodé; riproducendo uno stile passato, Wilde voleva opporre al peso crescente del futuro, il fascino malinconico del passato, la filologia compita della frivolezza, il lusso di non farsi trascinare dalla moda, la moda che uguaglia, uniforma, livella. Beardsley vestiva completamente in diverse tonalità di grigio. Il pittore Whistler interamente di bianco e nero, ma con una lieve nota di colore nel fazzoletto da taschino. Anche Baudelaire aveva adottato questo tipo di divisa, tanto da venir chiamato dai critici e dai conoscenti 'monsignor Brummel'; il suo tocco di colore era dato dai guanti: primula, rosa, gialli. E da una sciarpa oltraggiosamente rossa, che metteva solo ai funerali. I suoi papillon erano fatti su misura, seguento un suo preciso disegno, tanto per sbeffeggiare inconsapevolmente, e in anticipo, la manìa dell'abito in serie. Un dandy ottocentesco oggi, vedendo una giacca moderna, oltre a notarne la scandalosa bruttezza, noterebbe migliaia di difetti che oggi non saremmo neanche più capaci di individuare. Il dandy non subisce mai la moda, anzi, a volte si diletta ad esserne il fiero assassino."

L'amico/a di cui sopra chiedeva: siete dandy o snob?
Le etichette non sono il mio forte e non credo aderiscano facilmente sulla mia superficie un po' troppo rugosa.
Ad ogni modo, se proprio dovessi scegliere, di certo propenderei per il dandy, in quanto amante del bello, avendo sviluppato un gusto proprio ben delineato.
Lo snob, la cui "posizione" è per definizione di falso nobile e quindi qualcuno che ambirebbe ad una carica sociale che per una questione sanguigna non gli è concessa, ostenta il suo denaro con un abbigliamento sempre all'ultima moda, anche nel caso in cui la moda del momento denoti un pessimo gusto.
Beh, a questo punto è facile pensare che io preferisca essere un fiero assassino della moda che impone magari scarpe di Paciotti e jeans (e qualsiasi altra cosa a dire la verità) di Richmond.
Mio Dior, che orrore!

E voi? Dandy o snob?
O più semplicemente furbi?

martedì 25 settembre 2007

Mi sono comprato...

...l'ennesimo paio di scarpe.
In realtà ne ho comprate due paia...ma un paio, tenetevi forte, sono in vernice nera.
Sono un esaurito, ma ne sono più che consapevole, state tranquilli.
Attendo impaziente gli insulti.
Nel frattempo vi lascio con Billie Holiday...These Foolish Things.

Mai titolo è stato più azzeccato.

venerdì 21 settembre 2007

Join Dan Sartain...Damn!





Ve ne avevo già parlato.

Adesso ascoltatelo però:


E' il giovane che incontra il vecchio...lui non inventa nulla, ma interpreta ciò che i suoi padri hanno saputo inventare.
Lo fa con il vero spirito del r'n'r...
Eccovelo qui...pronto da cliccare:

Dan Sartain "Join Dan Sartain"


Alla vostra salute.


Dan Sartain "Join Dan Sartain" (One Little Indian/Goodfellas, 2006)






Buon compleanno Ale...


Ti voglio bene.

giovedì 20 settembre 2007

10 motivi...o anche 11...


Qui però dovete partecipare tutti, che siate belli o che non lo siate. Io mi fido e mi espongo per primo.
In seguito al film Manhattan, avevo deciso di scrivere 10 motivi per cui vale la pena di vivere...poi la MeiMei ha come rafforzato questa idea commentando un mio post.
In seguito il Della (mio fido compagno di pensieri nonchè ideologie), proprio oggi mi suggerisce la stessa cosa che magicamente mi era venuta in mente poco prima! Incredibile l'affinità...
Per questo fine settimana la mia parola chiave sarà "affinità", con la "à" molto marcata.
Io ho buttato giù dieci cose, quasi senza pensarci...l'ordine non è di importanza, ma assolutamente da imputare al caso.
Io esigo la vostra lista...o quantomeno anche solo un motivo...che sia profondo...che sia sciocco...l'importante è che sia vero.
Le caramelle gommose a forma di coccodrillo, delfino, orsetto e le cocacoline...le scarpe ed i pantaloni...Cesare Pavese...i capelli rossi e gli occhi nocciola...la musica su un vinile...il profumo del caffè appena svegli, la mattina in cui non devi alzarti...Liv Tyler...la malinconia...il mare...i sogni...il Della.
E' solo l'1% di quelli che adesso mi vengono in mente piano piano...se potessi scriverli uno dietro l'altro, ci si farebbe credo un giro del pianeta completo (se scrivessi molto piccolo).
Dai che sono curioso...

mercoledì 19 settembre 2007

Timoria "Viaggio Senza Vento"



Beh, sembrerebbe che questo disco sia considerato un "bel disco" non soltanto da me.
Tanti ricordi...
Ok, eccovelo qui. Spero vi faccia sognare e viaggiare come riusciva a fare al tempo...

Timoria "Viaggio Senza Vento" (part 1)
Timoria "Viaggio Senza Vento" (part 2)



Timoria "Viaggio Senza Vento" (Polydor, 1993)

Manhattan, Woody Allen e George Gershwin...


Cliccare sul "play" qui sotto. Poi, eventualmente, leggere.



Ho visto questa pietra miliare soltanto ieri.
Manhattan è un film di Allen del 1979. Beh, sono passati quasi 30 anni prima che io mi decidessi. L'attesa però è stata premiata. Un film a dir poco splendido. A parte il fatto di essere molto molto molto divertente (lui tira fuori certe cagate da piegarsi dal ridere!) e romantico, quello che mi ha colpito maggiormente è la fotografia: sono rimasto a bocca semi aperta sulla scena in cui lui e lei sono su una panchina in riva al fiume. Alla loro sinistra si staglia maestoso il Manhattan Bridge illuminato con tante piccole lucine. Tutto intorno a loro è scuro mentre il cielo inizia a schiarire perchè quasi l'alba. Credo di essermi commosso.
Tutto il film è stupendamente in bianco e nero e poi...e poi...
Le musiche. La New York Philarmonic interpreta per l'intero corso del film le musiche di Gershwin, che danno un taglio così anni '50 al film da farmene innamorare fin da subito...e sapete quanto ami i film di quegli anni.
Se siete dei pazzi come me e non l'avete ancora visto, beh, sarebbe ora di rimediare.

martedì 18 settembre 2007

Sangue impazzito...



...come nella canzone dei Timoria.
Mi ha accompagnato durante la mia gioventù.
E' strano come alcune canzoni, film, libri, riescano a ridarti forti emozioni a distanza di tanti anni...come se non fossimo mai cresciuti. Il tempo è paralitico in alcuni casi. Il vento soffia via la polvere ed ecco di nuovo i tuoi ricordi. Più o meno sono dove li avevi lasciati.
La macchina...le colline. Una donna. Tanti amici. Le domeniche d'inverno.
Poi ti rendi conto che tutto ciò che ti lega a quel momento è sparito, a differenza della presenza quasi tattile delle emozioni. Nebbia solida. Come un bicchiere svuotato del suo vino e di cui credi di poter sentire ancora il sapore ed il profumo.
Te lo sei bevuto, ragazzo.
Ed ora sei tornato sobrio.

Ogni tanto ci vuole...soffiare sulla polvere, dico....

lunedì 17 settembre 2007

Boondock Saints


Ho rivisto di recente questo film. La storia alla base è che due fratelli irlandesi molto credenti si ritrovano, per caso, ad essere considerati degli eroi da un'intera città (Boston) per aver ucciso (legittima difesa) due esecutori della mafia russa che facevano il brutto ed il cattivo tempo con il quartiere irlandese.
Loro si sono sentiti investiti da una forza divina per riportare la giustizia tra gli uomini, punendo con la morte chi facesse del male agli altri per il proprio interesse.



Al di là delle spacconate presenti nel film (comunque ve lo consiglio...molto carino e ben fatto), la trama lascia posto per alcune riflessioni più o meno inutili.
Non avendolo visto da solo, ovviamente ho chiesto a chi era con me se condividesse quell'idea di giustizia , o se comunque trovasse giustificabile un corpontamento del genere (si tratta di caso limite e quindi non applicabile ad una situazione davvero realizzabile, si capisce). La persona in questione mi ha risposto di si, ma che personalmente avrebbe dato meno importanza al lato spirituale e religioso a favore di un punto di vista più morale.
Io non saprei. Penso che senza un minimo di fanatismo, il potersi credere portatori di una giustizia piùttosto che di un'altra, il sentirsi al di sopra delle parti, perderebbe ogni senso. Sarebbe la parola di un semplice uomo "buono" contro la parola di un uomo "cattivo". Ma chi decide cos'è bene e cos'è male?
E' opinabile l'idea del bene?

Italoamericani.

Se questi sono gli italoamericani che popolano le metropoli statunitensi e non solo quelle, capisco perchè siamo considerati dei tamarri.
Fondamentalmente un pochino lo siamo, ma non così "medioevali" però!
Comunque la canzone mi diverte parecchio...devo essere sincero.
Lordz of Brooklyn con "Saturday Night Fever"...

E via con gli stereotipi!

giovedì 13 settembre 2007

Lara Martelli "Orchidea Porpora"


Se è vero che non parlo più del mio intimo, è altrettanto vero che si può leggere fra le righe...
Ultimamente vi faccio sentire tanta musica. E' come se dicessi qualcosa di me ogni volta che vi dico che un album mi emoziona. Basta ascoltarlo e lo si capisce. Una vaga idea di cosa mi passi per il cervello o stia attraversando i miei ventricoli dovrebbe darla...
Oggi vi lascio all'album di Lara Martelli.
E' di una bellezza rara...per musica...per testi...per sensazioni ed atmosfere.
Lei ha una voce straordinaria. Ovviamente è stato un album semi-ignorato nel nostro bel paese. Più volte accostata al nome di un certo Jeff Buckley, per il quale Lara ha cantato a Chicago in occasione del suo tributo e a cui ha dedicato il brano "Sinfonia di Luna".
Un grazie al Bers (mia fonte inesauribile di conoscenza musicale) per avermela fatta conoscere.
"Orchidea Porpora" risale al 2002 e si dice in giro debba uscire il suo nuovo lavoro proprio questo mese. Ho già il portafogli alla mano...
Facciamo così...adesso vi metto un paio di canzoni in streaming, così, come aperitivo. Poi ci aggiungo anche l'album completo.
In cambio voi mi dite come sto...cosa mi passa per la testa...cosa mi emoziona...
Un premio per chi indovina.




Qui l'album:

http://www.mediafire.com/?4xgyhyyd8jm



Lara Martelli "Orchidea Porpora" (In Out, 2002)












Ma guarda come brilla
L’unica notte senza stella
Ed io
Mi sto quasi abituando
Al suono del
Mare in fondo al mare

Distesa nel mio guscio
Di morte verde spenta
Mi accontento di ascoltare
(mi accontento)
Il mare in fondo al mare
Conchiglia conchiglia

Oh salvami dalla profondità
Afferrami e danza euforica
In fondo a me
Cosa possiedo di te (cosa)
Conchiglia cosa ricordo di te

Mi sto quasi abituando (quasi)
Al suono del mio pianto
Conchiglia
Conchiglia

Oh salvami dalla profondità
Afferrami e danza euforica
Cosa possiedo di te
Cosa possiedo di te
Conchiglia
Cosa ricordo di te

Come il mare d'inverno.


...un po' è vero.
Oggi un "utente" del mio blog mi ha rivelato di pensare una cosa di cui io mi ero accorto e di cui, per ovvietà di cose, ne ero consapevole. Il fatto che, nonostante sia il blog più bello ed interessante del pianeta, questo posto si è un po' "spersonalizzato", nel senso non che ha perso di personalità, ma ha perso di quella componente intima che in alcuni punti era davvero spiccata.
E' molto vero.
Non sempre si ha voglia di scrivere di sè.
Per sua stessa ammissione (dell'utente fatidico), siamo portati a leggere con distacco anche cose che portano in sè pensieri profondi, dolori, gioie...magari cose che ci hanno fatto piangere, disperati nella notte...che magari ci riempiono il cuore di una gioia che a parole sarebbe solo sminuirla. Ma che ne sappiamo noi di chi sta scrivendo? Si, magari ci si conosce un pochino...magari non ci si conosce proprio...magari si è amici da una vita. Uno dei miei più cari amici legge saltuariamente questo spazio e credo si sia perso molti momenti forti (a livello emozionale, intendo) della mia vita, nonostante io lo veda praticamente tutti i giorni. Ma nella vita io sono diverso. Io maschero tutto. Sono un bugiardo...si. Sono anche un bugiardo...mento molto spesso.
Questo invece è un posto dove poter scrivere le peggio cose...o le meglio. Dove puoi riversare pensieri e parole che magari vorresti affogare in qualche birra di troppo...perchè intanto le persone leggono...si...ma con leggerezza.

domenica 9 settembre 2007

Vi ho fatto una cassetta! Mixtape vol.1

Che pensiero carino, eh?!
E poi, visto che alcune persone non riescono a scaricarsi gli albums (ma Shanghai che posto strano è???), almeno possono ascoltarsi della "roba buona" in streaming.




More bounce!

venerdì 7 settembre 2007

Ghettoblaster...Ghettopaper!


Radio Raheem ne sfoggiava uno potentissimo nel film "Fà la cosa giusta" del regista Spike Lee. Spingeva a mille il celebre brano dei Public Enemy "Fight The Power"...assordava i passanti ed i "restanti" sulle sedie fuori dai negozi (un po' come da noi succede nei paesi con gli anziani seduti fuori a criticare tutto e tutti)...lui era impassibile e fiero di ciò che faceva ascoltare a tutto il quartiere grazie agli speakers grossi come la mia testa. I suoi due anelli a quattro dita, Amore ed Odio, si alternavano per reggere sulla spalla quell'arnese infernale alimentato con un numero spropositato di batterie pesantissime. Il ghettoblaster (o Boombox, come qualcuno lo chiama) è stato quasi uno status symbol di una generazione cresciuta sull'asfalto di grandi metropoli americane e non. Ha urlato le canzoni di un numero infinito di ragazzi di ogni razza. Ha rotto i coglioni e le orecchie ad altrettanti ignari utenti non accondiscendenti...
Un vero classico...come le Puma States...come il cappello Kangol...come le Adidas senza i lacci...
Ora che la moda pesca a piene mani dallo streetwear dei primi 80's, un obsoleto ghettoblaster può renderti un vero fico (per quello lo sfoggio con orgoglio nella foto in alto a destra), anche se sei nato negli anni 90's e le cassette non le hai mai nemmeno viste dal vero, sempre che tu sappia che cosa sono. Si, perchè ho scordato di dirvi che il vero ghettoblaster suonava solo i nastri magnetici (cazzarola, sembra di parlare di settant'anni fa)...
Non volete spendere nemmeno 10 euro per una roba ingombrante e che per di più non funziona nemmeno con i vostri amati mp3, ma il fatto di averne uno vi farebbe sentire più tranquilli con il vostro ego?
Siete creativi?
Siete dei fusi nel cervello?
Vi piace usare forbici (con la punta arrotondata, così non vi fate male), colla vinilica e roba simile?
Siete disoccupati (o miliardari da non aver la necessità di dover lavorare e/o studiare)?
Allora questo sito fa per voi: http://www.ghettopaper.fr/
Qui il vostro radiolone ve lo fate come piace a voi, oppure vi scaricate i modelli già esistenti, li stampate (a colori, possibilmente)...zic zac...glu glu...ed il gioco è fatto!
Avrete il vostro (finto) ghettoblaster per tirarvela con gli amici a farli sentire dei veri sfigati.
L'utilità di questo post? Nessuna, se non che adesso vi metto i link a due canzoni fighissime.
Scaricate amici...scaricate...
(Laura, tu accontentati delle preziosissime informazioni contenute in questo post e del video qui sotto...sorry, babe!)

1- Public Enemy "Fight The Power" (dall'album "Fear of a Black Planet" del 1990)
2- Stokka & Mad Buddy "Ghettoblaster" (dall'album di Dj Shocca "60 Hz" del 2004)



"Ghettoblasta, dimmi se ti basta...dimmi se ci credi in un piatto, rullante, cassa..."

...è solo questione di Amore ed Odio...solo di questo.

Questa notte le strade sono nostre...

...quante notti lo avete pensato?
Io molte.



Acoustic Live @ BBC

lunedì 3 settembre 2007

Goldfrapp


E' ormai qualche giorno che ho ripreso in mano i dischi dei Goldfrapp e me li sto riascoltando a ripetizione.
Sono in due, tale Will Gregory (ex compositore di colonne sonore) che si occupa dei suoni e lei, la sirena ammaliatrice del duo...Allison Goldfrapp, che regala la voce e rende elegantemente peccaminoso il tutto.
Dagli esordi di Felt Mountain, in cui le arie erano più eteree, quasi da boschi del nord Europa sino ad arrivare al suono electro di Supernature, passando per il loro secondo album Black Cherry che ha segnato una svolta radicale nell'atmosfera e nel tiro della loro musica, diventando più scura, elettronicamente più metropolitana e decadente.
Lei potrebbe fare innamorare qualsiasi uomo, con tutta probabilità. Veste i panni della donna d'altri tempi, fatale come una diva del cinema anni'50 o regina incontrastata dello Studio54 di New York, con i suoi eccessi...affascinante per quell'aria di irraggiungibilità che assume in modo così naturale da finire davvero per crederci.
Volete "assaggiarne" qualche boccone? Io vi dirò di più...vi faccio fare un pasto completo, con la loro discografia qui di seguito.
Buon appetito...

Golfrapp "Supernature" (2005)













Goldfrapp "Black Cherry" (2003)













Goldfrapp "Felt Mountain" (2001)














sabato 1 settembre 2007

Rat-Man

Il fumetto più bello del mondo: Rat-Man

...fletto i muscoli e sono nel vuoto...


Rat-Man lo trovi in edicola ogni due mesi...
Panini Comics

giovedì 30 agosto 2007

Richard Hawley "Lady's Bridge"


Costruiamo migliaia di ponti, nonostante non siamo nè ingegneri e nè operai. I ponti che ci legano ad altre persone, come tante isolette tra di loro collegate. Non siamo solidali gli uni agli altri. Ci spostiamo in continuazione e questi esili ponti tentano di assecondare i nostri movimenti, talvolta troppo bruschi o troppo estesi. Così finisce che si spezzino. Sono scelte...soltanto scelte.

Lady's Bridge è il nuovo album del mio amato Richard Hawley, autore, voce e chitarra dei suoi 4 albums da solista. Ex chitarrista dei Pulp, tournista per gente come Robbie Williams, All Saints, Beth Orton, ha deciso poi (e gliene sarò grato sempre, e non perchè disdegni i Pulp) di lavorare da solo, disintossicarsi e di partorire, per quanto mi riguarda, delle vere gemme.
Il suo lavoro precedente dal titolo Coles Corner l'ho definito come IL MIO album, per atmosfera e per i testi. Mi ha commosso decine di volte (e non dico tanto per dire)...mi ha fatto anche stare parecchio male in alcuni momenti. La forza della musica...della musica che senti tua.
A metà tra Roy Orbison e Johnny Cash...una voce calda di chi si racconta tra viaggi in solitudine ed il cuore fatto in piccoli pezzettini tante volte...come per ognuno di noi.

Musica per chi possiede un cuore che sanguina...ma che non smette mai di pulsare...

Se ti ho convinto e li vuoi, il negozio di dischi è vicino a casa tua di sicuro. Ma se prima preferisci darci un ascolto:

Richard Hawley "Lady's Bridge"

Richard Hawley "Coles Corner"


Richard Hawley "Lady's Bridge", 2007
Mute Records













Richard Hawley "Coles Corner", 2005
Mute Records












lunedì 27 agosto 2007

Two Tones Shoes


Ormai quasi tutti sanno della mia passione per le scarpe. Che siano classiche e sportive, non importa...fatto sta che ci rimango sotto e ne compro in continuazione. Stessa cosa per i pantaloni...ma questa è un'altra storia...
Oggi mi compro una rivista per i cosìdetti "vorrei ma non posso" (la rivista in questione è Verve, acquistata in seguito ad un titolo in copertina di cui sto per parlarvi) e mi getto famelico nella lettura dell'articolo che ha suscitato il mio interesse.
"A passo di swing" tratta della calzatura da uomo bicolore...un classico tra raffinatezza e stravaganza.
L'articolo incomincia con alcune righe di cui io sono sempre stato fermamente convinto e la cosa ha dato manforte alla mia teoria.

"Ricordo una conversazione di molti anni fa con uno psicanalista di Bologna durante il vernissage di chissà quale cosa. L'esimio luminare sosteneva come tutte le persone con una cura ed un interesse spiccati per le calzature siano fondamentalmente individui che stanno molto bene sia nel corpo che nella mente. Il motivo? Il gioco, la parte infantile che i piedi rappresentano. La prima cosa con cui gioca un neonato sono i suoi piedini, e continuare questo rapporto nel tempo, con la cura e l'interesse anche giocoso per le scarpe, è il modo di mantenere qualcosa di puro, di primordiale, ma anche legato all'istinto e alla fantasia. La teoria mi colpì abbastanza, ma ciò che mi colpì di più, guardando i piedi del mio interlocutore, furono le sue scarpe bicolore. Sembravano esprimere una sintesi perfetta di quanto mi aveva appena detto. Era la dimostrazione che il dottore conosceva perfettamente l'argomento di cui discettava tra un'oliva e un Martini anche nelle vesti di paziente di se stesso. Gioco, equilibrio tra fantasia e forma classica, estrema cura estetica. Trasgressione ma con misura. Stravaganza molto studiata.Oggetto da veri snob, se portate da chi se lo può permettere. [...]"

Tutto questo per autocelebrare il mio "stare bene dentro e fuori" e gonfiare a dismisura il mio ego...nonostante io non possieda un paio di two-tones...

...per ora...

Hit assoluta.


Stavo ascoltando il Back To Mine dei Royksopp ed incappo in questo brano: "Dirty talk" di Klein & MBO.
Stupendo...mi chiedo che storia possa avere dietro...di che anno sia a chi siano gli artisti in questione. Scopro con grandissima sorpresa che il brano è del 1982, uscito per la Zanza Records ed è prodotto da Mario Boncaldo e Tony Carrasco in qualità di paroliere. Attenzione perchè la killer track in questione è cantata da una al tempo quasi sconosciuta Rossana Casale.
Questo 12 pollici ha letteralmente spopolato nei clubs d'oltreoceano molto prima che facesse altrettanto qui da noi...tanto per cambiare.
Italo disco come se piovesse...

Qui il brano:
http://www.mediafire.com/?fnmmdoylnzj

N.B.
Qualora uno dei vecchi download non dovesse più funzionare perchè ormai esaurito, potete lasciarmi un commento e vedrò di ripostarvelo al più presto.

giovedì 23 agosto 2007

Gotye "Like Drawing Blood"


Sono preso benissimo da questa cosa di riuscire a condividere con chi legge questo blog la musica che ascolto, bella o brutta che sia.
Ogni album ve lo presento con entusiasmo da bambino...ne sono consapevole.
Dal numero di downloads che posso vedere, sembrerebbe che la cosa però piaccia anche a voi. Ne sono felice.
Veniamo al dunque.
Gotye. Questo tipo per me è saltato fuori dal nulla. Leggo per caso una recensione che lo osanna.
Vado su Youtube a cercarne un video e...me ne innamoro perdutamente.
Non so come definire la sua musica e nemmeno mi interessa farlo. Nell'album ci sono davvero tantissime sfumature diverse. Io vi posto un video, poi voi decidete cosa fare del link al suo album.
Anche se so bene cosa deciderete di fare...

Qui l'album:

http://www.mediafire.com/?cbtz9a9xugy

E qui il video...



Pick apart
The pieces of your heart
And let me peer inside
Let me in
Where only your thoughts have been
Let me occupy your mind
As you do mine

You have lost
Too much love
To fear, doubt and distrust
(It’s not enough)
You just threw away the key
To your heart

You don’t get burned
(’Cause nothing gets through)
It makes it easier
(Easier on you)
But that much more difficult for me
To make you see
Love ain’t fair
So there you are
My love

Your heart’s a mess
You won’t admit to it
It makes no sense
But I’m desperate to connect
And you, you can’t live like this

Love ain’t safe
You won’t get hurt if you stay chaste
So you can wait
But I don’t wanna waste my love

martedì 21 agosto 2007

Justice " † " (Cross)


Xavier De Rosnay e Gaspard Augé.
Sono due dj's.
Sono francesi.
Sono un po' fighetti.
Fanno musica elettronica.
Se sei un fanatico del dancefloor non puoi farcela...tu resistere non puoi...devi devi devi...masticar!
Molto meglio delle FruitJoy, perchè i Justice non ti fanno nemmeno venire la carie.
Hanno tutto quello che serve: attitudine, cassa house, piano e chitarrine nei punti giusti, sinth a profusione, originalità nonostante riescano a ricordare i veterani Daft Punk (ascoltare la traccia Phantom pt. I, poi mi saprete dire).
Se volete distruggervi letteralmente seguire le seguenti istruzioni:
1-Inserire il disco in questione
2-Leggere i max watts erogabili dal vostro ampli
3-Minacciare il suddetto affinchè con la manopola al fine corsa superiore (per intenderci quello che quando lo raggiungete, prima di accendere la musica evacuate l'edificio) esso riesca a superare di almeno 50db la soglia di rumore ammissibile
4-Con la musica ancora spenta, skippare dritti alla traccia n.11 dal titolo "Waters Of Nazareth"
5-Non lasciarsi ingannare dal titolo del brano...ripeto, NON LASCIARSI INGANNARE.
6-Con cautela, avvicinarsi al tasto PLAY (questo vale per la versione supporto CD, altrimenti assicurarsi di aver posizionato il 12 pollici sul giradischi, prendere la puntina ed avvicinarla al solco giusto)
7-Premerlo (appoggiare la puntina)
8-Se siete ancora vivi (la vostra casa comunque sembrerà uno scenario post-atomico, ma è normale, tranquilli) potete incominciare a sudare.

Musica che ti spettina.

Qui l'album in questione:

http://rapidshare.com/files/50371078/Justice_-____Cross___2007_.zip

E qui il video del primo singolo estratto, D.A.N.C.E. che farà di sicuro da brano trascinatore dell'album intero...

Allarme red heads!!!

Oggi, guardando il telegiornale, tra notizie di cronaca nera e le varie previsioni atmosferiche, mi è arrivata una notizia che mi ha decisamente destabilizzato. Come se non bastasse, la cosa mi è stata confermata di lì a breve da una mia fida collaboratrice, costantemente informata sull'argomento.
Vi riporto il breve articolo dal sito de La Stampa:

La rivista National Geographic: le chiome «pel di carota» scompariranno

NEW YORK
Allarme rosso dagli Usa: una chioma fiammeggiante come quelle di Nicole Kidman, di Julianne Moore o di Lindsay Lohan sarebbe in via di estinzione. Il gene dei capelli «pel di carota» starebbe sul punto di scomparire dalla faccia della terra, avverte la rivista National Geographic nel suo ultimo numero. Gli esperti consultati dal giornale hanno spiegato che meno del due per cento della popolazione del globo è in possesso del tratto genetico che porta ad avere capelli come quelli della "Casalinga Disperata" Marcia Cross, del principe Harry o di Sarah Ferguson. Ma gli incroci globali tra le razze e popolazioni rendono sempre più improbabile che due individui dai capelli rossi si incontrino e mettano su famiglia, il modo più affidabile per produrre un figlio con la chioma dello stesso colore. La rivista ricorda che il gene dei capelli rossi, un carattere recessivo, è comparso come mutazione nel Nord Europa alcune migliaia di anni fa e inizialmente servì a compensare e aumentare la capacità dell’organismo di produrre vitamina D dalla luce solare. Oggi però il gene dei capelli rossi porta effetti collaterali negativi: rende chi lo possiede più sensibile al cancro alla pelle e provoca una maggiore sensibilità ai colpi di calore e ai colpi di freddo. La Scozia resta uno di Paesi al mondo dove i rossi sono quasi dominanti, con il 40 per cento degli abitanti portatori del gene "pel di carota" e il 13 per cento della popolazione dotata di una chioma rossa. Ma anche se i capelli rossi "naturali" sono destinati in futuro a scomparire dalla faccia della terra, il fascino della loro rarità non accenna affatto a diminuire: secondo il National Geographic, soltanto l’anno scorso le donne americane hanno speso 123 milioni di dollari per dotarsi di una chioma simile a quella della Kidman.

Ora, devo essere molto molto molto sincero con voi. Sono preoccupato. Si, perchè si rischia di perdere un patrimonio di rara (e mai termine è stato più azzeccato, a questo punto!) bellezza.
Ditemi voi come si può vivere sapendo che tutto questo potrebbe non esserci più, un giorno:


Oppure questo:


Al povero Gustav Klimt, pace all'Anima sua, se fosse ancora tra di noi, prenderebbe un infarto.

Non sia mai che le altrettanto meravigliose fanciulle dei capelli di diverso colore si sentano in qualche modo denigrate o comunque sminuite anche se solo in minima parte.
Sapete che adoro ognuna di voi, per mille motivi meno banali dello sciocco colore dei capelli...però qui si parla di Julianne Moore! Maledizione! O di Audrey Hollander (fate finta, per piacere, che quest'ultima non faccia la pornostar di professione...grazie)...
Qui si sta parlando di "Qualitttaaaaee", come direbbe il buon Della...mica di "Anna dai capelli rossi"!
Ragazzi, inventatevi qualcosa, per favore...e fatelo alla svelta.
Qua mi tocca trasferirmi in Scozia, altrimenti...

sabato 18 agosto 2007

Rubare alla mafia è un suicidio o.s.t. (Across 110th street)


Vi sto trattando proprio bene, non c'è che dire.
Dopo la bomba di ieri, oggi vi propongo un album funk/soul da pochi conosciuto ma immancabile nella collezione di ogni buon appassionato di musica.
Trattasi della colonna sonora del film Across 110th Street (da noi italianizzato con il titolo di "Rubare alla mafia è un suicidio", film del regista Barry Shear con interpreti, tra gli altri, Antony Quinn e Yaphet Kotto), film del filone blaxploitation del 1972.
Ad opera di Bobby Womack, autore ed interprete e di J.J.Johnson che orchestra il tutto, questo album è da considerarsi una delle colonne sonore del genere meglio riuscite in assoluto, da non sfigurare neppure al confronto di capisaldi quali "Superfly" di Curtis Mayfield o di "Shaft" di Isaac Hayes.
Recentemente ristampato per l'etichetta Dagored e distribuito dalla Goodfellas (pessima la scelta della nuova copertina però), l'album contiene una traccia, la title track per la precisione, che il buon vecchio Quentin Tarantino ha preso in prestito per il suo "Jackie Brown" con protagonista Pam Grier, guarda caso interprete di molti dei vecchi film blaxploitation dei 70's...buongustaio il nostro Quentin.
Ad ogni modo questo è l'ennesimo capolavoro della musica black.
Al solito, se vi volete bene, sapete cosa dovete fare:

http://rapidshare.com/files/49711015/Bobby_Womack_-_Across_110th_Street.rar


"Across 110th Street", United Artists, 1972
Songs written and performed by Bobby Womack
Musical score composed and conducted by J.J.Johnson

venerdì 17 agosto 2007

Katzuma.org


Dietro questo pseudonimo si nasconde l'arte del sampling del buon Deda, ex cantante e producer dei Sangue Misto.
Abbandonate le spoglie del rapper (purtroppo, era uno dei migliori a mio modestissimo parere) ha intrapreso la "carriera" del produttore di musica funk (vedere il progetto "Gli Originali" al quale ha partecipato come arrangiatore insieme al maestro Franco Micalizzi, autore delle musiche dei film polizieschi italiani anni '70). La sua passione per la musica black '60 e '70 l'ha portato a fare quello che adesso porta avanti con il nome di Katzuma.org.
Dedito al "digging in the crates", ha trovato e messo insieme centinaia di campionamenti per farli suonare tutti insieme e dare l'impressione all'ascoltatore di stare ascoltando un disco uscito davvero dai 70's! Questo Moonbooty è davvero un piccolo capolavoro di taglia e cuci, impreziosito dagli interventi cantati del buon vecchio Sean Martin, già collaboratore con i The Dining Rooms e per il progetto Lagash (quest'ultimo presto lo renderò disponibile qui sul blog, perchè è un album stupendo) in qualità di vero e proprio cantante, oltre che ad una più che dignitosa carriera come rapper negli anni passati.
Un funk grassissimo e potentissimo direttamente da Bologna...impossibile non muoversi ascoltandolo.
L'album l'ho arricchito di una traccia bonus uscita invece per una compilation dal titolo Wastasi Showcase: una bella track dall'atmosfera rilassata, grazie anche allo stupendo flauto questa volta non campionato ma suonato.
Non è nella mia filosofia permettere il download di dischi italiani per di più autoprodotti...sarebbe musica da comprare (io ho il cd e poi, da vero malato feticista, appena saputo dell'uscita, mi sono comprato anche il vinile in edizione limitata...ma io sono un caso a parte e da non imitare assolutamente), ma questo è un album super esaurito e non ristampato, quindi non faccio del male a nessuno nel renderlo qui disponibile.
Se mi volete bene e se VI volete bene, scaricatevelo subito a questo indirizzo, e per Dio suonate la traccia 4 così forte da rendere il vostro vicino un'essere trasfigurato e bestemmiante:

http://rapidshare.com/files/49593060/Katzuma.org.rar

Katzuma.org - Moonbooty
Music from the motion picture

venerdì 10 agosto 2007

Goldie...

Profuma come profumano gli Angeli...
...la Donna perfetta...

Goldie, dice di chiamarsi Goldie...

martedì 7 agosto 2007

The Black Keys


Lo ammetto. Non li conoscevo. Poi per caso, una sera, sul tardi, passano un loro video ed io rimango piacevolmente colpito.
Faccio qualche ricerca e scopro che è uscito da poco il loro nuovo lavoro dal titolo "Magic Potion".
Leggo una recensione e questa incomincia così:

"Patrick Carney picchia duro sulle pelli e produce, Dan Auerbach mette in gioco le pastose corde vocali e fa incendiare una chitarra straordinariamente intensa e consapevole: il loro è uno scontro armonico di sensibilità sincronizzate, di congetture melodiche elementari e perciò ad un tempo letali e divertenti. Un blues-rock grezzo, primordiale, ma sempre visto da un'ottica bianca che lo rende subito acido, feroce."

Ora ditemi voi come potevo non ascoltare un disco così.
Ed infatti è quello che ho fatto e ne sono rimasto molto soddisfatto. Esattamente il suono che piace a me...con la voce che ricorda molto, per certi aspetti, il blues rurale dei primi anni '30, quando ad accompagnare la voce c'era solo una chitarra o nella migliore delle ipotesi anche un'armonica a bocca.
Qui invece ci sono batteria e chitarra che non lasciano respiro.

Musica per chi ama bersi un buon bicchiere di scotch americano invecchiato, ogni tanto...

Se vuoi questo disco, clicca qui...ma io consiglio di comprartelo:
http://rapidshare.com/files/47686956/The_Black_Keys_-_Magic_Potion__2006_.zip



sabato 4 agosto 2007

Le nostre condanne...


[...] Non c'è vita abbastanza lunga, nè coraggio abbastanza grande , nè sorte abbastanza benigna da sostenere un uomo che debba sopportare il peso di una tale condanna, una volta che questa gli sia stata inflitta. [...]

Henry James, sulla vita di Gustave Flaubert.

Sembra che non ci sia via di fuga a volte e che si debba soccombere a quegli elementi che apparentemente esulano dal nostro personale controllo. Come se dovessimo necessariamente avere il controllo su tutto. Che idea frustrante della vita.
Nel caso di Flaubert si trattava di una condanna legata ad un'intelligenza troppo spiccata per una persona forse troppo umile. Una conoscenza per mezzo della quale avrebbe misurato tutto intorno a sè, trovandolo tremendamente mediocre e rammaricandosene profondamente, senza quella pungente cattiveria e superiorità tipica di altre menti brillanti, che però lo avrebbe aiutato a condurre una vita vissuta con il distacco necessario.
Ma tornando a noi semplici esseri umani, cosa ci vieta di cambiare ciò che non ci sta bene? Siamo allora davvero mediocri? Perchè non lottare per reagire e cambiare tutto, se necessario...o "soltanto" rivoluzionarlo per ripristinare una situazione più adatta a noi?
Non lo so...ogni tanto mi capita di chiedermelo...
Forse è accidia...
...forse paura...
...forse.

venerdì 3 agosto 2007

Giuliano Palma


Dovete sapere che il buon Giuliano non ha solo fatto due dischi con i Bluebeaters, suonando con loro quell'inconfondibile rocksteady (che a me, sinceramente, a lungo andare mi asciuga)
Ora voi mi direte: per forza, cantava nei Casino Royale.
Bravissimi...mi date grandi soddisfazioni come al solito. Però non solo. Nel 2002 ha fatto uscire un dischetto moooooolto carino, da solista. Si può definire come una sorta di soul misto alla tradizionale musica italiana in stile Gino Paoli...un crooner di casa nostra, insomma. Forse per quello mi piace tanto questo disco...
Mi ha fatto stare bene un sacco di volte e se ne sono innamorati anche un paio di amici ai quali l'ho passato...vero Meme?!
Io non posso che consigliarvelo...poi decidete voi...
Musica leggera per pensieri leggeri.

Eccolo qui:
http://rapidshare.com/files/46680505/Giuliano_Palma_-_Gran_Premio__2002_.zip

"Un pilota senza scuderia, sul tracciato che mi porta via...viaggio solo..."

mercoledì 1 agosto 2007

sabato 28 luglio 2007

100 Best Film Classics


Mi piace il cinema (nonostante i miei gusti non siano sempre mirati su film di qualità! Degustibus...) e mi piace la musica. Se poi mettete la giusta musica ad accompagnare il giusto film, beh, il gioco è fatto.
La Emi Music ha fatto uscire, credo l'anno passato, un cofanetto composto da 6 cd con le migliori musiche classiche tratte da famosi film. Il progetto è molto carino, anche dal punto di vista della struttura. Infatti ad ogni cd è associata una "tipologia" di film.
La raccolta si compone di:

Disc 1 (I Film Che Hanno Sbancato Il Botteghino)
Disc 2 (I Classici)
Disc 3 (I Più Amati)
Disc 4 (Il Pianoforte Nel Cinema)
Disc 5 (L'Opera al Cinema)
Disc 6 (Il Barocco Nei Film)


I film sono del calibro de "Il Padrino", "2001 Odissea nello Spazio", "Truman Show", "Amadeus" e molti atri.
Uno per volta renderò
disponibili tutti e sei i dischi, qui sul blog. So che qualcuno di voi apprezzerà di sicuro.

Musica per pensare...rilassarsi...emozionarsi...o commuoversi.

Qui il Disc 1:
http://rapidshare.com/files/45541279/Disc_1__I_Film_Che_Hanno_Sbancato_Il_Botteghino_.zip

E qui la sua playlist:

1 2001: A SPACE ODYSSEY Also sprach Zarathustra (Richard Strauss)
2 APOCALYPSE NOW The Ride of the Valkyries (Wagner, Die Walküre)
3 AMADEUS Requiem (Mozart)
4 TITANIC My Heart Will Go On (James Horner)
5 YOU ONLY LIVE TWICE Main Theme (John Barry)
6 STAR WARS Main Theme (John Williams)
7 GLADIATOR Gladiator Theme (Zimmer/Gerrard/Badelt)
8 GALLIPOLI Temple Duet (Bizet, Les Pêcheurs de perles)
9 THE GODFATHER III Intermezzo (Mascagni, Cavalleria rusticana)
10 THE LORD OF THE RINGS: THE FELLOWSHIP OF THE RING The Fellowship (Howard Shore)
11 HARRY POTTER AND THE CHAMBER OF SECRETS Fawkes the Phoenix (John Williams)
12 SAVING PRIVATE RYAN Hymn to the Fallen (John Williams)
13 MISSION IMPOSSIBLE String Trio Divertimento (Mozart)
14 FANTASIA The Sorcerer’s Apprentice (Dukas)
15 BRAVEHEART End Titles (James Horner)


giovedì 26 luglio 2007

Quale scelta istintiva?

Ipotizzate di avere una ragazza (o un ragazzo) di cui siete innamorati.
Immaginate che magari sia un periodo in cui le cose non vanno troppo bene e la storia sembra essersi un po' "seduta". La noia del quotidiano...la solita routine. A volte succede. Sta a noi cercare di evitare momenti del genere, magari con qualche piccolo espediente...magari sorprendendo per una volta il partner la cui massima aspirazione in quel periodo sarebbe quella di non veder l'altro seduto su una poltrona tutta la sera a guardare trash in tv o simili.
Ora, inquadrata la situazione, immaginate che la persona che voi dite (quantomeno) di amare si interessi "magicamente" a qualcun altro. Tipo il vicino di casa. Voi non siete al corrente di questa cosa e neppure la sospettate, perchè troppo presi dai vostri non-impegni e dai vostri inutili pensieri egocentrici. Succede l'insospettabile dunque. Lei (o lui) vi lascia. Voi fingete superiorità. Poi precipitate nella disperazione più totale, specialmente quando scoprite del vicino di casa. Vi rendete conto di essere stati degli idioti...vorreste poter rimediare e tornare in dietro.
Allora diventate degli esseri patetici (ok, su questo punto mi dissocio...almeno io...non so voi) e fate poste sotto casa di lei (lui)...telefonate...un bombardamento ai coglioni, insomma.
A questo punto il suo nuovo neo-fidanzato (fidanzata) viene nel vostro negozio di dischi a dirvi che sarebbe il caso di smetterla.

Ecco come potreste reagire:



Voi, sinceramente, per quale conclusione optereste?
Così, d'istinto...

P.S.
Il film lo conoscerete tutti probabilmente.
Comunque per i pochi che non lo sapessero si intitola "Alta Fedeltà".

mercoledì 25 luglio 2007

Amica (un po' sbronza...ma lo eravamo tutti) pt.3

Battisti rockin' hard

Che cosa vuoi da me,
cosa pretendi da me.
Se e' giusto non lo so, elementari si e no
La donna e' donna e tu una donna sei,
che importa cosa fai.
Resta qui con me finche' vuoi
che da mangiare c'e'
Insieme a te sto bene
tra le braccia tue così
adesso non parlare
anch'io sai non ho avuto piu' di quel che ora tu mi dai.
Tu prima eri sola
il tempo corre e vola
Oh non spiegarmi chi sei perchè
vai sempre bene per me.
La donna e' donna donna e tu una donna sei,
che importa cosa fai
Resta qui' con me finche' vuoi
che freddo non avrai mai.
Insieme a te sto bene
tra le braccia tue così
adesso non parlare
anch'io sai non ho avuto piu' di quel che ora tu mi dai.


"Insieme a te sto bene", Battisti-Mogol, 1971



Da molti considerato un classico...ma non da altrettanti conosciuto.
Musicalmente un rock psichedelico di fine anni '60, parecchio tirato per la tradizionale canzone "alla Battisti".
Il testo è quello che leggete qui sopra...niente di trascendentale, certo, ma si adatta bene ad alcuni momenti della vita di noi ometti, sempre alle prese con certe fanciulle tanto complicate quanto irresistibili...