mercoledì 26 settembre 2007

Dandy o Snob?


Un amico (o amica) nel post precedente ha commentato inserendo il collegamento ad una pagina internet di cui riporto qui di seguito il contenuto:

"Si tende spesso a confondere la vestigione del dandy con quella dello snob, che cerca nell'abito la sua definitiva differenza dalla sua classe. Non esiste una "moda dandistica", come invece dichiarano certi giornali di moda oggigiorno. L'eleganza del dandy non è che un mezzo di espressione: egli ricerca la bellezza, a tutti i costi - e cerca di esprimere la sua inimicizia con la moda e la società. Una giacca non è pratica? ma certamente è più bella di un giubbotto di jeans. La cravatta è inutile/scomoda/fastidiosa? meglio una cravatta di un colletto aperto su un petto ricoperto di peli, o glabro e bianchiccio. L'abito del dandy è l'ornamento al suo Se; l'abito vuole mostrare chi lo porta e la bellezza dell'abito in sè; mentre, snobisticamente parlando, l'abito mostra di essere firmanto, alla moda. Poco importa se i colori sono orrendi (sono alla moda!), se il materiale è vile, ma il prezzo altissimo (è alla moda!), se quelle scarpe fanno apparire il piede di venti centimetri più lungo, o se la camicia ha un colletto che tra pochi mesi verrà giudicato da tutti ridicolo, - è alla moda! L'eleganza del dandy è, si è capito, sottilmente démodé. Il disprezzo di Barbey d'Aurevilly per "il gusto e le idee contemporanee" si traduceva in un guardaroba devoto ai dettami della moda del 1830. Anche Wilde, dopo le eccentricità del periodo estetico, si era tramutato in un dandy fastosamente démodé; riproducendo uno stile passato, Wilde voleva opporre al peso crescente del futuro, il fascino malinconico del passato, la filologia compita della frivolezza, il lusso di non farsi trascinare dalla moda, la moda che uguaglia, uniforma, livella. Beardsley vestiva completamente in diverse tonalità di grigio. Il pittore Whistler interamente di bianco e nero, ma con una lieve nota di colore nel fazzoletto da taschino. Anche Baudelaire aveva adottato questo tipo di divisa, tanto da venir chiamato dai critici e dai conoscenti 'monsignor Brummel'; il suo tocco di colore era dato dai guanti: primula, rosa, gialli. E da una sciarpa oltraggiosamente rossa, che metteva solo ai funerali. I suoi papillon erano fatti su misura, seguento un suo preciso disegno, tanto per sbeffeggiare inconsapevolmente, e in anticipo, la manìa dell'abito in serie. Un dandy ottocentesco oggi, vedendo una giacca moderna, oltre a notarne la scandalosa bruttezza, noterebbe migliaia di difetti che oggi non saremmo neanche più capaci di individuare. Il dandy non subisce mai la moda, anzi, a volte si diletta ad esserne il fiero assassino."

L'amico/a di cui sopra chiedeva: siete dandy o snob?
Le etichette non sono il mio forte e non credo aderiscano facilmente sulla mia superficie un po' troppo rugosa.
Ad ogni modo, se proprio dovessi scegliere, di certo propenderei per il dandy, in quanto amante del bello, avendo sviluppato un gusto proprio ben delineato.
Lo snob, la cui "posizione" è per definizione di falso nobile e quindi qualcuno che ambirebbe ad una carica sociale che per una questione sanguigna non gli è concessa, ostenta il suo denaro con un abbigliamento sempre all'ultima moda, anche nel caso in cui la moda del momento denoti un pessimo gusto.
Beh, a questo punto è facile pensare che io preferisca essere un fiero assassino della moda che impone magari scarpe di Paciotti e jeans (e qualsiasi altra cosa a dire la verità) di Richmond.
Mio Dior, che orrore!

E voi? Dandy o snob?
O più semplicemente furbi?

martedì 25 settembre 2007

Mi sono comprato...

...l'ennesimo paio di scarpe.
In realtà ne ho comprate due paia...ma un paio, tenetevi forte, sono in vernice nera.
Sono un esaurito, ma ne sono più che consapevole, state tranquilli.
Attendo impaziente gli insulti.
Nel frattempo vi lascio con Billie Holiday...These Foolish Things.

Mai titolo è stato più azzeccato.

venerdì 21 settembre 2007

Join Dan Sartain...Damn!





Ve ne avevo già parlato.

Adesso ascoltatelo però:


E' il giovane che incontra il vecchio...lui non inventa nulla, ma interpreta ciò che i suoi padri hanno saputo inventare.
Lo fa con il vero spirito del r'n'r...
Eccovelo qui...pronto da cliccare:

Dan Sartain "Join Dan Sartain"


Alla vostra salute.


Dan Sartain "Join Dan Sartain" (One Little Indian/Goodfellas, 2006)






Buon compleanno Ale...


Ti voglio bene.

giovedì 20 settembre 2007

10 motivi...o anche 11...


Qui però dovete partecipare tutti, che siate belli o che non lo siate. Io mi fido e mi espongo per primo.
In seguito al film Manhattan, avevo deciso di scrivere 10 motivi per cui vale la pena di vivere...poi la MeiMei ha come rafforzato questa idea commentando un mio post.
In seguito il Della (mio fido compagno di pensieri nonchè ideologie), proprio oggi mi suggerisce la stessa cosa che magicamente mi era venuta in mente poco prima! Incredibile l'affinità...
Per questo fine settimana la mia parola chiave sarà "affinità", con la "à" molto marcata.
Io ho buttato giù dieci cose, quasi senza pensarci...l'ordine non è di importanza, ma assolutamente da imputare al caso.
Io esigo la vostra lista...o quantomeno anche solo un motivo...che sia profondo...che sia sciocco...l'importante è che sia vero.
Le caramelle gommose a forma di coccodrillo, delfino, orsetto e le cocacoline...le scarpe ed i pantaloni...Cesare Pavese...i capelli rossi e gli occhi nocciola...la musica su un vinile...il profumo del caffè appena svegli, la mattina in cui non devi alzarti...Liv Tyler...la malinconia...il mare...i sogni...il Della.
E' solo l'1% di quelli che adesso mi vengono in mente piano piano...se potessi scriverli uno dietro l'altro, ci si farebbe credo un giro del pianeta completo (se scrivessi molto piccolo).
Dai che sono curioso...

mercoledì 19 settembre 2007

Timoria "Viaggio Senza Vento"



Beh, sembrerebbe che questo disco sia considerato un "bel disco" non soltanto da me.
Tanti ricordi...
Ok, eccovelo qui. Spero vi faccia sognare e viaggiare come riusciva a fare al tempo...

Timoria "Viaggio Senza Vento" (part 1)
Timoria "Viaggio Senza Vento" (part 2)



Timoria "Viaggio Senza Vento" (Polydor, 1993)

Manhattan, Woody Allen e George Gershwin...


Cliccare sul "play" qui sotto. Poi, eventualmente, leggere.



Ho visto questa pietra miliare soltanto ieri.
Manhattan è un film di Allen del 1979. Beh, sono passati quasi 30 anni prima che io mi decidessi. L'attesa però è stata premiata. Un film a dir poco splendido. A parte il fatto di essere molto molto molto divertente (lui tira fuori certe cagate da piegarsi dal ridere!) e romantico, quello che mi ha colpito maggiormente è la fotografia: sono rimasto a bocca semi aperta sulla scena in cui lui e lei sono su una panchina in riva al fiume. Alla loro sinistra si staglia maestoso il Manhattan Bridge illuminato con tante piccole lucine. Tutto intorno a loro è scuro mentre il cielo inizia a schiarire perchè quasi l'alba. Credo di essermi commosso.
Tutto il film è stupendamente in bianco e nero e poi...e poi...
Le musiche. La New York Philarmonic interpreta per l'intero corso del film le musiche di Gershwin, che danno un taglio così anni '50 al film da farmene innamorare fin da subito...e sapete quanto ami i film di quegli anni.
Se siete dei pazzi come me e non l'avete ancora visto, beh, sarebbe ora di rimediare.

martedì 18 settembre 2007

Sangue impazzito...



...come nella canzone dei Timoria.
Mi ha accompagnato durante la mia gioventù.
E' strano come alcune canzoni, film, libri, riescano a ridarti forti emozioni a distanza di tanti anni...come se non fossimo mai cresciuti. Il tempo è paralitico in alcuni casi. Il vento soffia via la polvere ed ecco di nuovo i tuoi ricordi. Più o meno sono dove li avevi lasciati.
La macchina...le colline. Una donna. Tanti amici. Le domeniche d'inverno.
Poi ti rendi conto che tutto ciò che ti lega a quel momento è sparito, a differenza della presenza quasi tattile delle emozioni. Nebbia solida. Come un bicchiere svuotato del suo vino e di cui credi di poter sentire ancora il sapore ed il profumo.
Te lo sei bevuto, ragazzo.
Ed ora sei tornato sobrio.

Ogni tanto ci vuole...soffiare sulla polvere, dico....

lunedì 17 settembre 2007

Boondock Saints


Ho rivisto di recente questo film. La storia alla base è che due fratelli irlandesi molto credenti si ritrovano, per caso, ad essere considerati degli eroi da un'intera città (Boston) per aver ucciso (legittima difesa) due esecutori della mafia russa che facevano il brutto ed il cattivo tempo con il quartiere irlandese.
Loro si sono sentiti investiti da una forza divina per riportare la giustizia tra gli uomini, punendo con la morte chi facesse del male agli altri per il proprio interesse.



Al di là delle spacconate presenti nel film (comunque ve lo consiglio...molto carino e ben fatto), la trama lascia posto per alcune riflessioni più o meno inutili.
Non avendolo visto da solo, ovviamente ho chiesto a chi era con me se condividesse quell'idea di giustizia , o se comunque trovasse giustificabile un corpontamento del genere (si tratta di caso limite e quindi non applicabile ad una situazione davvero realizzabile, si capisce). La persona in questione mi ha risposto di si, ma che personalmente avrebbe dato meno importanza al lato spirituale e religioso a favore di un punto di vista più morale.
Io non saprei. Penso che senza un minimo di fanatismo, il potersi credere portatori di una giustizia piùttosto che di un'altra, il sentirsi al di sopra delle parti, perderebbe ogni senso. Sarebbe la parola di un semplice uomo "buono" contro la parola di un uomo "cattivo". Ma chi decide cos'è bene e cos'è male?
E' opinabile l'idea del bene?

Italoamericani.

Se questi sono gli italoamericani che popolano le metropoli statunitensi e non solo quelle, capisco perchè siamo considerati dei tamarri.
Fondamentalmente un pochino lo siamo, ma non così "medioevali" però!
Comunque la canzone mi diverte parecchio...devo essere sincero.
Lordz of Brooklyn con "Saturday Night Fever"...

E via con gli stereotipi!

giovedì 13 settembre 2007

Lara Martelli "Orchidea Porpora"


Se è vero che non parlo più del mio intimo, è altrettanto vero che si può leggere fra le righe...
Ultimamente vi faccio sentire tanta musica. E' come se dicessi qualcosa di me ogni volta che vi dico che un album mi emoziona. Basta ascoltarlo e lo si capisce. Una vaga idea di cosa mi passi per il cervello o stia attraversando i miei ventricoli dovrebbe darla...
Oggi vi lascio all'album di Lara Martelli.
E' di una bellezza rara...per musica...per testi...per sensazioni ed atmosfere.
Lei ha una voce straordinaria. Ovviamente è stato un album semi-ignorato nel nostro bel paese. Più volte accostata al nome di un certo Jeff Buckley, per il quale Lara ha cantato a Chicago in occasione del suo tributo e a cui ha dedicato il brano "Sinfonia di Luna".
Un grazie al Bers (mia fonte inesauribile di conoscenza musicale) per avermela fatta conoscere.
"Orchidea Porpora" risale al 2002 e si dice in giro debba uscire il suo nuovo lavoro proprio questo mese. Ho già il portafogli alla mano...
Facciamo così...adesso vi metto un paio di canzoni in streaming, così, come aperitivo. Poi ci aggiungo anche l'album completo.
In cambio voi mi dite come sto...cosa mi passa per la testa...cosa mi emoziona...
Un premio per chi indovina.




Qui l'album:

http://www.mediafire.com/?4xgyhyyd8jm



Lara Martelli "Orchidea Porpora" (In Out, 2002)












Ma guarda come brilla
L’unica notte senza stella
Ed io
Mi sto quasi abituando
Al suono del
Mare in fondo al mare

Distesa nel mio guscio
Di morte verde spenta
Mi accontento di ascoltare
(mi accontento)
Il mare in fondo al mare
Conchiglia conchiglia

Oh salvami dalla profondità
Afferrami e danza euforica
In fondo a me
Cosa possiedo di te (cosa)
Conchiglia cosa ricordo di te

Mi sto quasi abituando (quasi)
Al suono del mio pianto
Conchiglia
Conchiglia

Oh salvami dalla profondità
Afferrami e danza euforica
Cosa possiedo di te
Cosa possiedo di te
Conchiglia
Cosa ricordo di te

Come il mare d'inverno.


...un po' è vero.
Oggi un "utente" del mio blog mi ha rivelato di pensare una cosa di cui io mi ero accorto e di cui, per ovvietà di cose, ne ero consapevole. Il fatto che, nonostante sia il blog più bello ed interessante del pianeta, questo posto si è un po' "spersonalizzato", nel senso non che ha perso di personalità, ma ha perso di quella componente intima che in alcuni punti era davvero spiccata.
E' molto vero.
Non sempre si ha voglia di scrivere di sè.
Per sua stessa ammissione (dell'utente fatidico), siamo portati a leggere con distacco anche cose che portano in sè pensieri profondi, dolori, gioie...magari cose che ci hanno fatto piangere, disperati nella notte...che magari ci riempiono il cuore di una gioia che a parole sarebbe solo sminuirla. Ma che ne sappiamo noi di chi sta scrivendo? Si, magari ci si conosce un pochino...magari non ci si conosce proprio...magari si è amici da una vita. Uno dei miei più cari amici legge saltuariamente questo spazio e credo si sia perso molti momenti forti (a livello emozionale, intendo) della mia vita, nonostante io lo veda praticamente tutti i giorni. Ma nella vita io sono diverso. Io maschero tutto. Sono un bugiardo...si. Sono anche un bugiardo...mento molto spesso.
Questo invece è un posto dove poter scrivere le peggio cose...o le meglio. Dove puoi riversare pensieri e parole che magari vorresti affogare in qualche birra di troppo...perchè intanto le persone leggono...si...ma con leggerezza.

domenica 9 settembre 2007

Vi ho fatto una cassetta! Mixtape vol.1

Che pensiero carino, eh?!
E poi, visto che alcune persone non riescono a scaricarsi gli albums (ma Shanghai che posto strano è???), almeno possono ascoltarsi della "roba buona" in streaming.




More bounce!

venerdì 7 settembre 2007

Ghettoblaster...Ghettopaper!


Radio Raheem ne sfoggiava uno potentissimo nel film "Fà la cosa giusta" del regista Spike Lee. Spingeva a mille il celebre brano dei Public Enemy "Fight The Power"...assordava i passanti ed i "restanti" sulle sedie fuori dai negozi (un po' come da noi succede nei paesi con gli anziani seduti fuori a criticare tutto e tutti)...lui era impassibile e fiero di ciò che faceva ascoltare a tutto il quartiere grazie agli speakers grossi come la mia testa. I suoi due anelli a quattro dita, Amore ed Odio, si alternavano per reggere sulla spalla quell'arnese infernale alimentato con un numero spropositato di batterie pesantissime. Il ghettoblaster (o Boombox, come qualcuno lo chiama) è stato quasi uno status symbol di una generazione cresciuta sull'asfalto di grandi metropoli americane e non. Ha urlato le canzoni di un numero infinito di ragazzi di ogni razza. Ha rotto i coglioni e le orecchie ad altrettanti ignari utenti non accondiscendenti...
Un vero classico...come le Puma States...come il cappello Kangol...come le Adidas senza i lacci...
Ora che la moda pesca a piene mani dallo streetwear dei primi 80's, un obsoleto ghettoblaster può renderti un vero fico (per quello lo sfoggio con orgoglio nella foto in alto a destra), anche se sei nato negli anni 90's e le cassette non le hai mai nemmeno viste dal vero, sempre che tu sappia che cosa sono. Si, perchè ho scordato di dirvi che il vero ghettoblaster suonava solo i nastri magnetici (cazzarola, sembra di parlare di settant'anni fa)...
Non volete spendere nemmeno 10 euro per una roba ingombrante e che per di più non funziona nemmeno con i vostri amati mp3, ma il fatto di averne uno vi farebbe sentire più tranquilli con il vostro ego?
Siete creativi?
Siete dei fusi nel cervello?
Vi piace usare forbici (con la punta arrotondata, così non vi fate male), colla vinilica e roba simile?
Siete disoccupati (o miliardari da non aver la necessità di dover lavorare e/o studiare)?
Allora questo sito fa per voi: http://www.ghettopaper.fr/
Qui il vostro radiolone ve lo fate come piace a voi, oppure vi scaricate i modelli già esistenti, li stampate (a colori, possibilmente)...zic zac...glu glu...ed il gioco è fatto!
Avrete il vostro (finto) ghettoblaster per tirarvela con gli amici a farli sentire dei veri sfigati.
L'utilità di questo post? Nessuna, se non che adesso vi metto i link a due canzoni fighissime.
Scaricate amici...scaricate...
(Laura, tu accontentati delle preziosissime informazioni contenute in questo post e del video qui sotto...sorry, babe!)

1- Public Enemy "Fight The Power" (dall'album "Fear of a Black Planet" del 1990)
2- Stokka & Mad Buddy "Ghettoblaster" (dall'album di Dj Shocca "60 Hz" del 2004)



"Ghettoblasta, dimmi se ti basta...dimmi se ci credi in un piatto, rullante, cassa..."

...è solo questione di Amore ed Odio...solo di questo.

Questa notte le strade sono nostre...

...quante notti lo avete pensato?
Io molte.



Acoustic Live @ BBC

lunedì 3 settembre 2007

Goldfrapp


E' ormai qualche giorno che ho ripreso in mano i dischi dei Goldfrapp e me li sto riascoltando a ripetizione.
Sono in due, tale Will Gregory (ex compositore di colonne sonore) che si occupa dei suoni e lei, la sirena ammaliatrice del duo...Allison Goldfrapp, che regala la voce e rende elegantemente peccaminoso il tutto.
Dagli esordi di Felt Mountain, in cui le arie erano più eteree, quasi da boschi del nord Europa sino ad arrivare al suono electro di Supernature, passando per il loro secondo album Black Cherry che ha segnato una svolta radicale nell'atmosfera e nel tiro della loro musica, diventando più scura, elettronicamente più metropolitana e decadente.
Lei potrebbe fare innamorare qualsiasi uomo, con tutta probabilità. Veste i panni della donna d'altri tempi, fatale come una diva del cinema anni'50 o regina incontrastata dello Studio54 di New York, con i suoi eccessi...affascinante per quell'aria di irraggiungibilità che assume in modo così naturale da finire davvero per crederci.
Volete "assaggiarne" qualche boccone? Io vi dirò di più...vi faccio fare un pasto completo, con la loro discografia qui di seguito.
Buon appetito...

Golfrapp "Supernature" (2005)













Goldfrapp "Black Cherry" (2003)













Goldfrapp "Felt Mountain" (2001)














sabato 1 settembre 2007

Rat-Man

Il fumetto più bello del mondo: Rat-Man

...fletto i muscoli e sono nel vuoto...


Rat-Man lo trovi in edicola ogni due mesi...
Panini Comics